giovedì 7 maggio 2015

Chuck Norris choc: "Non mi fido del governo, gli Usa potrebbero invadere il Texas"

Si chiama Jade Helm 15 e, come dichiara il Pentagono, è una normale ma lunga operazione di addestramento di alcune truppe speciali dell'esercito degli Stati Uniti. Durerà due mesi e sarà condotta in sette stati sud-occidentali, tra cui il Texas. In molti, nello stato, si sono dichiarati contrari a questa operazione, ma tra i più noti c'è anche Chuck Norris.  
 


L'attore, lottatore, produttore e (suo malgrado) idolo del web, divenuto celebre in tutto il mondo per Walker Texas Ranger, ha infatti dichiarato che tutti devono sapere la verità su questa operazione dell'esercito federale. La Difesa degli Stati Uniti assicura che l'addestramento dell'esercito non costituirà alcun problema per la popolazione, ma sotto accusa c'è una mappa, confermata come ufficiale al Washington Post, riguardante la simulazione di alcune manovre militari in cui il Texas è contrassegnato come 'stato ostile'.
Chuck Norris si è unito al coro di alcuni complottisti molto critici verso Barack Obama e ha affermato in un editoriale per un sito web conservatore, riportato dal WP: «Il governo degli Stati Uniti dice che è solo un addestramento, ma non sono sicuro che il termine 'solo' corrisponda alla realtà quando a usarlo è il governo». 
«Non è reazionario né complottista chiedere al governo trasparenza sulla Jade Helm 15 o qualsiasi altra attività» - continua la star 75enne - «A chi dice che dovremmo fidarci della Casa Bianca, voglio ricordare le parole di uno dei padri della nostra nazione, Benjamin Franklin: 'La diffidenza e la cautela sono i genitori della sicurezza'». 
Le critiche verso la Jade Helm 15, in Texas, passano dalle 'colombe' che si preoccupano per le conseguenze sulla vita della popolazione ai 'falchi' che sono convinti che dietro l'operazione si nasconda un tentativo di imporre la legge marziale, annullando così le leggi statali in favore del governo federale, e dando così il via ad una invasione del Texas. 
Chuck Norris, pur non sostenendo che possa esserci un vero e proprio tentativo di invasione, è convinto che il governo non abbia rivelato tutta la verità sull'operazione: «Non possiamo restare fermi e con un senso di impotenza se c'è qualcosa che ha la sua origine a Washington, sia essa l'intimidazione, la mostra del potere o qualcosa di più nascosto e subdolo. Non possiamo fidarci ciecamente, soprattutto dal governo, e dobbiamo lottare fino al nostro ultimo respiro per la nostra libertà, specialmente quando chi ha il potere prova a distruggerla».

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