martedì 4 novembre 2014

Si innamora del donatore anonimo con cui ha concepito la figlia: la storia di Aminah e Scott




Quando due persone sono destinate ad incontrarsi, non c'è ostacolo che tenga. Aminah Hart e Scott Andersen ne sono la prova vivente.
Aminah e Scott, infatti, hanno avuto una figlia insieme, la piccola Leila, senza mai incontrarsi. E' solo dopo, quando Leila aveva già un anno, che si sono conosciuti. E innamorati.  Una storia a lieto fine cominciata in modo drammatico: Aminah, australiana di padre indiano, aveva avuto due figli, entrambi morti dopo pochi mesi a causa di una rara malattia genetica di cui aveva scoperto di essere portatrice. A 42 anni era single, con un carico di dolore sulle spalle che non le permetteva di andare avanti, e con la paura di non poter mai avere un bimbo sano. L'unica possibilità per lei era avere una femmina alla quale la malattia non si sarebbe potuta trasmettere: ma Aminah non aveva un compagno e sentiva che il tempo utile cominciava a scorrere via troppo in fretta.  Quindi decise di rivolgersi alla banca del seme e di tentare la sorte con un donatore anonimo, scegliendolo «sulla carta», tra tre fogli con le caratteristiche fisiche, sanitarie e gli hobby di tre uomini diversi di cui - pensava - non avrebbe mai conosciuto l'identità. «Scelsi Scott - racconta - perché si descriveva come felice e in salute, due cose che fino ad allora non avevo mai conosciuto».  Un anno dopo nasceva Leila, sana e biondissima. Non somigliava affatto alla mamma, mora e con caratteri orientali come il sangue indiano che le scorreva delle vene. E' in quel momento che Aminah cominciò a coltivare la curiosità sull'identità del donatore che le aveva cambiato la vita. E, grazie a sua madre e a varie ricerche su Internet, riuscì a risalire a Scott Andersen e a fare richiesta di conoscerlo alla banca del seme.  Una sorpresa per lui, il padre di Leila, che aveva già quattro figli e una compagna. «Di solito madri e figli possono chiedere di conoscere il donatore a 18 anni - spiega - quindi non mi aspettavo una richiesta così presto». Aveva cominciato a donare il seme nel 2006, Scott, perché pensava fosse un modo di aiutare la gente. E trovare le foto della piccola Leila nella cassetta delle lettere fu un colpo al cuore.  Poi, il primo incontro con Aminah. E la scintilla tra i due, scoccata subito. «Ho pensato: 'Meno male, sembra un bravo ragazzo' - racconta la madre di Leila - ero nervosissima, ma abbiamo subito sentito una connessione». Poco tempo dopo, Scott ha lasciato la sua compagna dell'epoca per dedicarsi ad Aminah e a sua figlia. Ora stanno insieme da un anno. E chissà, Leila potrebbe presto avere una sorellina.

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